La Storia infinita... 1/3
Prima Parte: Savio Mente, Sofia Anima, Emanuele Spirito
Savio Mente, Sofia Anima e Emanuele Spirito vivevano nello stesso edificio da sempre, ma non si erano mai davvero conosciuti. Savio Mente conduceva una vita solitaria e individualista, sempre assorbito dai suoi mille impegni e pensieri. Anche quando, in ascensore, si trovava a fianco di Sofia o Emanuele, non li notava. Era troppo impegnato a rispondere a un messaggio o perso tra le sue riflessioni. Sembrava avere il peso del mondo sulle spalle, sempre alla ricerca di qualcosa che lo soddisfacesse, ma quel qualcosa sembrava sfuggirgli continuamente.
Savio aveva affinato le sue abilità pratiche grazie al suo incessante fare, ma era sempre tormentato dai pensieri. Non poteva concepire uno stato di pace o felicità duratura. Trovava il bello lontano, mai vicino a sé, e così non si accorgeva che Sofia Anima e Emanuele Spirito vivevano nel suo stesso stabile. Non erano “interessanti” per lui, non venivano da posti “fighi” come New York o Tokyo.
Sofia Anima, al contrario, era giocosa, leggera e compassionevole. Aveva sempre sentito una connessione con Savio, ma la sua indifferenza iniziava a ferirla. Si sentiva come una bambina trascurata e, per colmare quel vuoto, finiva per dare retta a chiunque le offrisse attenzioni, anche se con secondi fini. La sua energia era infinita, ma vulnerabile. Anima non poteva morire, ma poteva essere ingabbiata e consumata, ridotta a un’ombra di ciò che era.
Poi c’era Emanuele Spirito, solitario e saggio, come un Gandalf bianco. Parlava poco, ma i suoi occhi raccontavano tutto. Ogni volta che Savio incrociava il suo sguardo, sentiva come se Emanuele potesse vedere ogni suo pensiero, ogni speranza e dubbio. Ma Emanuele non era invadente, non costringeva nessuno ad ascoltarlo, e per questo molti lo ignoravano. Solo nel silenzio la sua presenza diventava chiara, evidente. Chi si accorgeva di lui ne percepiva subito la profondità e la saggezza.
Savio non sapeva che, proprio lì accanto, Sofia e Emanuele possedevano i doni che avrebbero potuto liberarlo dal vortice dei suoi pensieri incessanti e dalla sua insoddisfazione. Sofia Anima, con la sua leggerezza e compassione, poteva mostrargli la via della gioia. Emanuele Spirito, con la sua calma saggezza, poteva guidarlo verso una verità più profonda. Eppure, Savio continuava a cercare altrove, lontano, ciò che era sempre stato vicino a lui.
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